Sindacato CPOM

via Coste Ospedale n. 30 - Pretoro (CH) 66010 - comitatopom@libero.it

IL REGIME ROSA

IL FEMMINICIDIO STRUMENTALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È IMPERATIVO

NEL DECRETO LEGGE SUL FEMMINICIDIO ESTENDERE LE PENE PREVISTE PER LO STALKER E PER L’AGGRESSORE, ANCHE AL CONIUGE, CONVIVENTE O FAMILIARE CHE SIMULA DI SUBIRE STALKING, MINACCE E LESIONI. L’AUTORE DELLE CALUNNIE E DI AUTOLESIONISMO DOVRA’ ESSERE OBLIGATORIAMENTE PERSEGUITO ED ALLONTANATO DALL’ALLOGGIO FAMILIARE CON LA PERDITA DELL’AFFIDAMENTO DELLA PROLE. OGNI CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE, EFFETTUATA CON QUALSIASI MEZZO, DOVRA’ RIVOLGERSI CONTRO STALKER FEMMINILI E MASCHILI, IN QUANTO IL FENOMENO E’ PER IL 30% AL FEMMINILE.

NON PERSEGUIRE ADEGUATAMENTE IL PARTNER O FAMILIARE, CHE METTA IN ATTO FALSE ACCUSE DI MINACCE, STALKING E LESIONI, GLI CONSENTE  DI “LIBERARSI”, DI RICATTARE E SCHIAVIZZARE IL PARTNER CON LA MINACCIA DI ALLONTANARLO DALLA CASA FAMILIARE E DALLA PROLE, NON CON CONDANNA GIUDIZIARIA, MA DA MOGLI E CONVIVENTI GIUDICI ARBITRARI. NESSUNO PUO’ IGNORARE CHE LE PROCURE SONO STRACOLME DI QUERELE DI UOMINI CONTRO LE CALUNNIE DI MOGLI E CONVIVENTI PRESENTATE A GIUDICI SORDI E PARZIALI. IL D.L., SENZA PENE ALTRETTANTO SEVERE PER LE CALUNNIE E SIMULAZIONI DI REATO, APPANNAGGIO DEL GENERE FEMMINILE, SARA’ L’ENNESIMA MICIDIALE ARMA VESSATORIA CONTRO GLI UOMINI, IDEATA DA UNA CLASSE POLITICA FEMMINISTA E FEMMINILIZZATA.  SORDA E CIECA AI DATI STATISTICI REALI, AD UNA INCONTESTABILE E DECENNALE PERSECUZIONE LEGISLATIVA DEI I PADRI E MARITI SEPARATI.

È IMPERATIVO

ABOLIRE IL CONTRATTO MATRIMONIALE ED ISTITUIRE QUELLO VOLONTARIO DI RELAZIONE PER REGOLAMENTARE I RAPPORTI TRA I PARTNER NELLE COPPIE DA UFFICIALIZZARE.

 

LETTA “ORGOGLIOSO”

ALIMENTA LA PERSECUZIONE DEGLI UOMINI

DA MOLTI DECENNI LA SETTA ROSA DI FEMMINISTE PARLAMENTARI E DI POLITICI FEMMINILIZZATI CON LEGGI PERSECUTORIE E DISCRIMINANTI PER GLI UOMINI HANNO RIDOTTO MARITI E PADRI SEPARATI IN CONDIZIONI PSICO FISICHE ED ECONOMICHE DA DISEREDATI. L’INCONTESTABILE ACCANIMENTO GIUDIZIARIO HA TRASFORMATO PACIFICI PADRI E MARITI, ANCHE DELLE FORZE DELL’ORDINE IN POTENZIALI ASSASSINI. CI HANNO CONFESSATO DI AVERE ORA LA DETERMINAZIONE DI UCCIDERE L’AGUZZINA MOGLIE, CHE DOMINA IL MENAGE FAMILIARE CON INSULTI, SCHERNO E MINACCE, FORTE DI LEGGI, CHE GLI ASSICURA SEMPRE IL MANTENIMENTO, LA CASA E LA PROLE.

NESSUN PARLAMENTARE O ISTITUZIONE VUOLE CONFRONTARSI SU TALI INIQUE E PERSECUTORIE NORME E SULLE GRAVI DISCRIMINAZIONI IN ATTO CONTRO GLI UOMINI. IL CONTRIBUTO CHE SI FORNIRA’ E’ DETERMINANTE ALLA SOLUZIONE RADICALE DELLA VIOLENZA DI GENERE, CHE E’ ANCHE CONTRO GLI UOMINI. COME UN’ANALISI OBIETTIVA E NON MISANDRIACA DIMOSTRA.

DENUNCIAMO LA SISTEMATICA PROPAGANDA MEDIATICA DI DENIGRAZIONE DELLA FIGURA MASCHILE, CHE NESSUN COMITATO, ISTITUZIONE O POLITICO CONDANNA, COME AVVIENE IMMEDIATAMENTE CON LA PRETESTUOSA “LOTTA” ALL’USO DEL CORPO FEMMINILE, ADDEBITATO AGLI UOMINI. OGNI VIOLENZA SULLE DONNE, ANCHE PRESUNTA, E’ ESASPERATA DA POLITICI E MIDIA, MENTRE SONO PRATICAMENTE IGNORATI GLI EPISODI CON UOMINI VITTIME E DONNE CARNEFICI.

IL COMPORTAMENTO MISANDRIACO DI TUTTE LE ISTITUZIONI E POLITICI CI E’ STATO MANIFESTATO BRUTALMENTE DALL’ESSERE INASCOLTATI DA TUTTI I MINISTRI PER LE PARI OPPORTUNITA’, DA PLATEALI ED ARROGANTI RIFIUTI AL CONFRONTO DA PARTE DI ASSESSORATI ALLE PARI OPPORTUNITA’, PERCHE’ RAPPRESENTATI DA APPARTENENTI AD ASSOCIAZIONI FEMMINISTE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“FEMMINICIDIO”

INVENZIONE DELLA LOBBY POLITICO FEMMINISTA  A CACCIA DI POTERE

GLI OMICIDI TRA UOMINI E DONNE:

UN’ANALISI DIACRONICA A PARTIRE DAI GIORNALI

di Francesca Quaglia

Dall’analisi dei dati, il primo risultato che emerge è la diminuzione netta nei tre bienni degli omicidi o tentati omicidi (si passa da 260 casi nel 1960-61 a 106 casi nel 2002-03). Questa diminuzione avviene sia per i crimini compiuti dagli uomini sia per quelli compiuti dalle donne (per gli uomini, si passa da 228 casi nel 1960-61 a 93 casi nel 2002-03; per le donne, si passa da 32 casi nel 1960-61 a 13 casi nel 2002-03). Grafico 1.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Va rilevato inoltre, che una diminuzione del tasso di omicidio si è osservata negli ultimi decenni anche negli Stati Uniti. I dati nazionali, forniti dal Department of Justice (2004, www.ojp.usdoj.gov/bjs/), mostrano che il tasso di omicidio è diminuito dal 1992 al 2000. Questo vale soprattutto per gli omicidi che coinvolgono maschi come autori o come vittime; la diminuzione è molto minore invece per gli omicidi che vedono le donne come vittime. Particolarmente interessante è il fatto che, dagli anni ’80 a oggi, siano fortemente diminuiti gli omicidi tra “intimates”, una categoria che corrisponde alla nostra categoria di “partner o ex partner”. La diminuzione è molto più netta per quanto riguarda gli uomini uccisi da donne che il contrario.

Ritornando alla nostra ricerca, un altro risultato è che, nel corso degli anni, alcune caratteristiche di questi crimini si sono modificate. In particolare, si sono modificate le motivazioni che spingono ad uccidere. Dagli anni ’60 ad oggi è aumentata la percentuale di crimini commessi perché l’aggressore non sopporta di essere stato abbandonato (si passa dal 13,1% al 22,6%), mentre, quasi sparisce il motivo della gelosia (si passa dal 12,7% al 1,9% dei casi). Il crimine per onore, presente nel 10% dei casi negli anni ‘60 sparisce di fatto nel 2002-03. Grafico 2.

IL PERIODO COINCIDE CON L’ISTITUZIONE DEL DIVORZIO, IL SUBIRE ESOSI “MANTENIMENTI” DA PARTE DEI SOLI UOMINI SEPARATI, LA PERDITA DELL’ALLOGGIO E SEVERI LIMITI NELL’ESERCITARE LA PATRIA PODESTA’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si modificano anche le relazioni tra aggressore e vittima. Dagli anni ’60 a oggi gli uomini uccidono, in proporzione, più spesso la ex-partner e meno spesso la partner. Per quanto riguarda le donne, essendo il numero di delitti da loro commessi molto piccolo, è difficile identificare delle tendenze chiare (Tab. 1A/B).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli Stati Uniti, si può osservare una tendenza simile (Department of Justice, 2004): dagli anni 70 a oggi, diminuiscono nettamente gli omicidi che avvengono tra marito e moglie mentre gli omicidi tra ex mariti ed ex mogli restano costanti. In sintesi, ci sembra che sia ragionevole leggere le modificazioni nella frequenza e nelle caratteristiche dei crimini nel contesto dei cambiamenti sociali e legislativi avvenuti in Italia negli ultimi quarant’anni. Il delitto d’onore sparisce; le coppie trovano modalità meno cruente per risolvere insofferenza o conflitti e si separano e divorziano più frequentemente;

Se la frequenza dei delitti diminuisce, aumenta tuttavia la proporzione di donne uccise o comunque aggredite dopo che avevano lasciato o perché stavano per lasciarlo. Per questo motivo osserviamo più delitti nei confronti delle ex partner piuttosto che delle partner attuali. Un altro risultato che emerge con forza dai nostri dati è che la vittima principale di questi delitti è la donna.

Nei tre bienni considerati, le donne ferite o uccise da un uomo sono 498; gli uomini feriti o uccisi da donne sono 143. Dall’analisi dei nostri dati emergono altre differenze nella tipologia degli omicidi o dei tentati omicidi secondo il sesso dell’autore. Le donne commettono molto meno spesso degli uomini omicidi plurimi (rispettivamente 4,8% vs 22%) e in nessun caso si suicidano o tentano di suicidarsi mentre il 30,4% degli uomini si suicida o tenta il suicidio dopo il delitto (Tab 2/3).

 

 

 

 

 

 

NATURA MATER ET MAGISTRA

60% DEGLI STUPRI DENUNCIATI SONO SIMULATI

70% DEGLI ATTI DI STALKING DENUNCIATI DALLE DONNE SONO SIMULATI

Tre paladine della lotta contro

l’uso del corpo delle donne

cliccale ed impara

UOMINICIDIO

E’

DISCRIMINARE GLI UOMINI IN IMPORTANTI SETTORI LAVORATIVI

MINISTRESSE CHE EPURANO I LORO UFFICI DAL PERSONALE MASCHILE

POLITICA E MEDIA CHE ENFATIZZANO I FEMMINICIDI E CENSURANO GLI UOMINICIDI

NORME E GIURISPRUDENZA VESSATORIE E DISCRIMINANTI PER I PADRI E MARITI SEPARATI

A PARITA’ DI REATO LE DONNE SUBISCONO PENE INFERIORI DEL 30% ED ARRESTI DOMICILIARI

DIFFONDERE FALSI DATI STATISTICI  PER L’ETERNO VITTIMISMO OPPORTUNISTICO FEMMINILE

ALFANO CHE RICORDA IL 30% DI DONNE ASSASSINATE ED IGNORA IL 70% DI UOMINI ASSASSINATI

ISTITUZIONI PER LE PARI OPPORTUNITA’ NAZIONALI E LOCALI IN MANO A FEMMINISTE MISANDRIACHE

PRIVILEGIARE DONNE INCAPACI CON QUOTE ROSA E PREFERENZE DI GENERE A DANNO DI UOMINI VALENTI

LETTA ORGOGLIOSO DEL D.L. FEMMINICIDIO, ENNESIMA NORMA PERSECUTORIA VERSO UOMINI INNOCENTI

CONCEDERE CON I D.I.C.O. E SIMILI PLURI MANTENIMENTI E PRIVILEGI ALLE DONNE A CARICO DEGLI UOMINI

Punire editori, fotografi E pubblicisti maschi per l’uso del corpo di modelle esibizioniste e a caccia di successo

La vulgata del circo mediatico-politico descrive una Italia in cui ci sarebbe una strage continua di donne, una dilagante violenza ad opera dei rispettivi fidanzati, compagni, mariti, tanto da inventare il neologismo, femminicidio (nel 2012 sono stati 100, certificati da “Presa Diretta” e “Ilfattoquotidiano”) e si propone una task force governativa per far fronte al fenomeno. E’ davvero così? Assolutamente no. Infatti, dati Istat alla mano, non solo l’Italia è uno dei paesi con meno omicidi in generale al mondo, calati in 30 anni dai 2317 del 1981, quando esisteva ancora il “delitto d’onore” ed il “matrimonio riparatore” fra stupratore e stuprata, ai 526 del 2011 ed anche il numero degli omicidi di donne è sceso, passando dai 192 del 2003 a 100 del 2011 (su circa 30 milioni di donne) Perche si parla solo di “femminicidio” se, come si deduce dai dati, nel 2011 sono stati uccisi ben 389 uomini contro “solo” 100 donne? Con questa logica non si dovrebbe porre anche, e soprattutto, il problema del “uominicidio”? Per ogni 100 donne uccise da uomini vi sono 30 uomini uccisi da donne. Uominicidi ed aggressioni ad uomini che Istituzioni e midia volutamente ignorano, perché non di moda, come:

Arrestata la moglie di Luciano Ominetti, ucciso da fatali coltellate e non per malore - Roma 34 marzo 2013

Litiga con il compagno e lo investe - ANSA, 15/08/2013

Tunisino aggredito e ustionato dall'acido a Milano - 15 agosto 2013

“Uominicidio” ad Arezzo: spara al compagno in un bosco e si suicida - 9 agosto 2013

Figlia uccide il padre e si impicca - 16 agosto 2013

Figlia uccide il padre e lo taglia a pezzi - Cosenza - 30 gennaio 2013

Moglie uccide il marito e lo fa a pezzi - “Puzzava troppo, non si lavava mai” - 9 luglio 2012 - rischia 15 anni di carcere

Fa a pezzi e mura i suoi uomini Presa la donna che uccide chi ama - Trieste - 14 giugno 2011

Massacra marito 75enne disabile, lo veglia e poi tenta il suicidio - Melissano - 30 agosto 2012

Uccide marito disabile e figlia,’mi picchiava’ - Cosenza - 2 maggio 2012

Accecata dalla gelosia, tenta di evirare il marito e lo uccide - Livorno - 14 maggio 2012

Assolda killer per ammazzare il marito. "Ti pago cinquemila euro". Denunciata - Milano - 27 novembre 2011

tenta di uccidere il marito e poi tenta il suicidio, salvi entrambi - Caserta - 19 luglio 2013

Scopre il tradimento della moglie, vince la causa, ma lei non se ne va di casa -  Vicenza - 2013

Uccide il marito e lo getta a pezzi nel water - Berlino - 8 gennaio 2008

Delitto, convalidato il fermo per 15enni accusate di aver ucciso pensionato - Udine - 10 aprile 2013

Moglie uccide marito, fermata anche la figlia - San Severo - 15 settembre 2011

Uccise l'ex marito e lo gettò nel Tevere: assolta per legittima difesa - Roma - 24 ottobre 2012

La misandria del sistema, l'odio per i maschi, ha le sue manifestazioni sintomatiche ed estreme, mariti che uccidono e si uccidono. Un sistema più esasperato in altre nazioni pseudo avanzate, quelle scandinave, governate da decenni dal regime femminista misandrico, causa di epidemie di malattie psichiche, alcoolismo e di suicidi. Nazioni in cui vi sono asilo dove non esistono nè maschi nè femmine, dove sono diffusi giocattoli neutri per bambini, dove università istallano water per costringere gli uomini ad urinare seduti, per non discriminare le donne, il 7 marzo 2013 il Governo svedese ha presentato una legge in tal senso. Nella misandrica Finlandia l’Università di Turku pubblica uno studio “misandrico”. Per ogni figlio maschio una donna perde una media di 34 settimane di vita, perché i maschi prendano più energie alle mamme sia da un punto di vista biologico (pesano di più alla nascita, richiedono più energie nell'allattamento etc), sia sociale, perché sono di minore aiuto in casa.

Chi volesse leggere la letteratura femminista, scoprirebbe che, per la prima volta nella Storia, un genere teorizza, pianifica ed attua l’annientamento identitario dell’altro genere.

L’odio verso gli uomini, diffuso nel web ed in politica, oggi trova un’efficace e cinica esaltazione con il neologismo “femminicidio”, inventato da una ben individuata setta di potere rosa. “Se non ora quando” che, a detta di una delle sue maggiori leader, nasce e manifesta grazie ai midia per combattere Berlusconi, quindi non nell’interesse delle donne, ma per strumentalizzarle nella lotta al Cavaliere. Un gruppo di femministe del PD, CGIL e radical-chic.

L'atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l'uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali, a conferma dell’origine dalla sindrome “invidia penis”.

Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili tendenti all'autosvalutazione e determinati da cause molteplici, tra cui: pressioni o tensioni psicologiche che possono derivare da esperienze negative vissute; aspetti culturali indotti da trasformazioni sociali, economiche e di costume, che possono influire, anche se in maniera differente da soggetto a soggetto, sul livello di autostima, sul senso di appartenenza, di importanza e di partecipazione della propria persona nella collettività. Condizione che si riscontra in maniera netta negli uomini politici, fragili e condizionabili dalla determinazione delle politicanti femministe, come dichiarato in un discorso al Parlamento Europeo, “non abbiamo più limiti, possiamo chiedere ciò che vogliamo”.

E’ noto un importante oncologo dichiaratosi orgogliosamente “mammone”, per cui si circonda esclusivamente di collaboratrici femminili, ritenendole migliori degli uomini.

La misandria può assumere diverse forme. Nelle manifestazioni più esplicite, una persona misandrica odia apertamente gli uomini in quanto tali e prova piacere nel provocargli delle sofferenze, soprattutto psichiche.

Ci sono poi le forme di misandria più sottili, quelle che tendono a rappresentare gli uomini come possibili oppressori, violentatori e quindi, di fatto, procedono alla diretta criminalizzazione della categoria, con il femminicidio.

Sentendo dire "femminicidio", ci aspettiamo qualcosa di molto orribile, paragonato ad esempio al genocidio. Di sicuro orribili sono un centinaio di morti all'anno, ma non si può parlare di sterminio, soprattutto perchè non sono numeri significativi in confronto con le morti maschili, dei bambini, dei poveri, sul lavoro e gli aborti . Perchè allora se ne parla così tanto del femminicidio? Semplicemente per finanziare il femminismo, per alimentarlo, facendo acquisire sempre più potere alla setta di femministe in politica.

La definizione di femminicidio è di un omicidio di una donna nel caso in cui ella viene uccisa solo perchè femmina. Un altro termine invece è il femmicidio, cioè la semplicemente morte delle femmine. Quest'ultimi vengono confusi e per questo c'è addirittura chi dice che ogni 5 secondi in Italia o nel mondo o in genere non si capisce dove, quando e come mai, muore una donna per mano maschile. Cosa assolutamente falsa! Ma anche se si parlasse di femmicidio, i "dati" risulterebbero falsi comunque. Nessun tipo di sterminio del genere femminile esiste, a conferma della strumentalizzazione per fini politici dell’errato uso del neologismo ”femminicidio” I femmicidi a differenza dei maschicidi (fenomeno di cui si parla pochissimo) sono molto meno frequenti. Basti pensare alle morti sul lavoro dove a morire sono il 96% maschi e ci renderemmo subito conto dell'inutilità di segnalare il femmicidio. Questo è un motivo per cui le femministe hanno scelto il termine femminicidio, giusto per definire una guerra inesistente contro le donne, uno sterminio inverosimile e mai esistito su questo pianeta.

Basta aprire un giornale o guardare la TV per notare subito delle denunce di violenza dove è l'uomo ad essere l'aggressore verso una donna. Ma siamo sicuri che ci vengono mostrati tutti i dati? Siamo sicuri che nel tempo in cui muore una donna non ne muoia un uomo, o un bambino, o un anziano, o un invalido, o un povero?

Pochi lo sanno ma di violenze compiute da donne verso uomini ce ne sono altrettanto. A questi dati non si dà un peso significativo come a quelli di una donna morta ad esempio. E' chiaro che bisognerà soddisfare le richieste del lettore o spettatore per colpirlo. In questo caso si scelgono casi, parole ed espressioni ad hoc per scioccarlo e renderlo politicamente coinvolto in ciò che gli diremmo per convincerlo a lottare contro i maschi, difendendo le femmine.

La lotta al femminicidio oggi è politicamente spendibile, ma abbastanza ipocrita come scelta. Gli altri tipi di ingiustizie, inclusi quelli dove le vittime sono uomini, vengono ignorati e sminuiti se non addirittura derisi. Le lotte contro questo tipo di ingiustizie vengono definite sessiste, misogine e maschiliste, come per gli uomini che le sostengono.

Tutte queste etichette esistono solo per zittirvi vigliaccamente usando tecniche, che colpiscono la vostra sensibilità ed il vostro modo di essere. Le donne che sono vere vittime di violenza dovrebbero capire che le femministe politicanti le sfruttano a scopi ideologici.

Il “femminicidio” è un’invenzione politica per i media, per farci credere che sarebbe in corso un genocidio del genere femminile da parte degli uomini, è ridicolo e falso. Ogni anno in Italia sono uccise circa 100 donne, a fronte di circa il quadruplo degli uomini, e soltanto la metà o poco meno di queste in ambito familiare. Una percentuale dello 0,5 per 100.000 abitanti. Dati assolutamente fisiologici per un paese di più di 60 milioni di abitanti. In Francia, Germania, Svezia e Finlandia, le donne uccise sono anche quattro o cinque volte superiore (come il caso della Finlandia), come si evince dai dati riportati dal Ministero dell’Interno (che a sua volta li prende dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).

I dati dell’ONU aggiornati al 2012 indicano che l’Italia è il paese europeo più sicuro per le donne, dopo la Grecia. È evidente che siamo di fronte ad una vera e propria manipolazione della realtà. Il punto più alto di questa offensiva politico-mediatica è quando si sostiene che la prima causa di morte per le donne è la mano omicida degli uomini.

E’ evidente che un simile dato è semplicemente inverosimile, l’Istat ci dice che l’omicidio è la quart’ultima causa di morte per le donne in Italia. Eppure tutti i media ripetono che “ne uccide più l’amore che il tumore” (in realtà 100 contro 18.000). Questo è lo slogan coniato dalle femministe esperte di “comunicazione”, che trova eco sistematico nei media, nessuno escluso. Perfino Amnesty International è stata costretta alcuni anni fa, a smentire questa menzogna, diffusa da fonti “non ufficiali e non verificate”. Ingigantire il fenomeno e falsificare i dati consegue la strategia che più grande è il numero delle donne colpite da qualsiasi angheria più grande diventa la colpa maschile e più vincente è la guerra morale antimaschile.

"Mogli violente: nasce l'ostello per uomini maltrattati"

RAINEWS - Pensare che le botte le prendano sempre le mogli non è realistico, soprattutto in Gran Bretagna. Da quelle parti pare che di uomini umiliati e picchiati ce ne siano talmente tanti da far nascere un ostello che li accolga in caso di fuga da casa. E oltre alle percosse, non manca chi li mette alla berlina perché non ci crede e trova la cosa tutto sommato divertente. Fatto sta che ogni anno almeno 150.000 uomini sono vittime di mogli violente. Per quelli che non ce la fanno più, o che non hanno altro posto dove andare, ora apre un ostello dove potranno trovare rifugio, eventualmente anche con i figli.

L’iniziativa è di un ex vittima della violenza domestica, Mike Kenny, un uomo d’affari di 33 anni sfuggito ad una furia di moglie che lo picchiava e che lo ha perfino accoltellato. Il suo progetto è aprire tre rifugi per uomini maltrattati al costo di circa 3 milioni di euro ciascuno. Il primo lo ha inaugurato a Newcastle, a gennaio apriranno gli altri due, uno nello Yorkshire e l’altro nelle Midlands. Per finanziare l’iniziativa a settembre ha avviato un sito su internet (itdoeshappen.org).

Nelle prime due settimane, sono stati 20.000 gli uomini che si sono messi in contatto. Quello di Newcastle non è il primo rifugio per uomini vittime di abusi della Gran Bretagna. Ce ne e’ un altro, in una località segreta del Somerset, gestito dall’associazione ManKind Initiative che ha una chilometrica lista d’attesa e che si è rivelato assolutamente insufficiente ad accogliere gli uomini in fuga dall’orrore domestico.

”Una quantità di questi uomini hanno sofferto abusi sia fisici che psicologici, in media per sei anni. Abbiamo parlato con uomini che sono stati colpiti con sbarre di ferro o che hanno trovato dei vetri spezzettati nel cibo. Alcuni sono stati accoltellati, altri presi a pugni o minacciati con asce”, ha raccontato Stephen Fitzgerald di ManKind Initiative.

Molti uomini spesso sopportano in silenzio le violenze perché non hanno un posto dove andare, o perché malgrado tutto continuano ad amare la loro compagna sperando che prima o poi rinsavisca. Ma la ragione principale per non cercare aiuto è la paura di essere messi in ridicolo, sostiene uno studio fatto dal Dewar Research, un’organizzazione specializzata in violenza domestica. Molti di questi uomini criticano la polizia, accusandola di non prendere seriamente le loro denunce e in certi casi lamentano di essere stati trattati dagli agenti come aggressori e non come vittime.

Il fenomeno degli uomini abusati non deve però far dimenticare che le principali vittime della violenza domestica sono le donne. Secondo dati del ministero degli Interni, i casi registrati lo scorso anno sono stati 446.000, nel 34% dei quali la vittima e’ stata un uomo (+7% rispetto all’anno precedente). Ma se nel 2003, 48 uomini sono morti per incidenti legati alla violenza domestica, il ministero calcola che ogni settimana due donne perdano la vita a causa di un marito o di un familiare violento. Quelli dentro casa, rappresentano un quarto di tutti i crimini violenti commessi nel Regno Unito.”

 

SEGUE CASI UOMINICIDIO

Esplosione 1: APARTHEID MASCHILE
UOMINI DA DIFENDERE CLICCA
Fumetto 4: Leggi le altre pagine

1

2

3

4

1

2

3

4